Nel 1981 Mick Jones, dei Clash, si chiedeva: «Dovrei rimanere o andarmene?», nella canzone che è stata il massimo successo commerciale del gruppo. La stessa domanda se l’è posta il dimissionario Tony Blair, ritagliando i discorsi del quale è stato costruito questo video, che riesce a fare eseguire una perfetta cover della canzone al premier britannico.
Un’azienda che vende tubi fa un mucchio di quattrini in rete, vendendo suonerie su un sito il cui nome somiglia a quello di YouTube. Migliaia di utenti si divertono a manipolare e trasformare contenuti video e audio senza limiti alla fantasia. Forse internet è come il maiale, ma la rete è soprattutto una miniera di idee, marchio di fabbrica della ditta Zennstrom & Frijis: gli inventori di Skype e Kazaache adesso ci riprovano con la televisione via web.
Storie, fenomeni e personaggi della rete raccontati su Digital Graffiti, anche questo mese su Linus.
Piange il telefono, sulla linea tra Washington e Los Angeles. Da una parte del filo c’è un giovane legale che si chiama Joe Anthony, fino a ieri sconosciuto ai più ma ben noto al popolo della rete (americano ma non solo). Dall’altra c’è Barack Obama, unico afroamericano al Congresso degli Stati Uniti, lanciatissimo nella corsa alle primarie del partito democratico, con il sogno di approdare alla Casa Bianca nel 2008.C’è tensione, come tra due amanti al passo d’addio, e a piangere è il senatore dell’Illinois. Parla, spiega, si scusa, rettifica: tutto inutile. Joe se n’è andato, e non ha nessuna intenzione di tornare. Né, tantomeno, di restituire la cassaforte con il bene più prezioso della campagna di Obama: 160 mila utenti “amici” contattati, raggruppati, coltivati uno per uno in quasi tre anni di attività del social network di Obama su MySpace.
Il primo maggio in America si lavora. La data deriverà anche dalla rivolta di Haymarket (Chicago 1886), ma per gli americani il Labour day è il primo lunedì di settembre. E così, mentre tutto il mondo festeggiava, Kevin Rose si trovava, come sempre, nel suo ufficio di San Francisco, istituzionalmente autorizzato a ignorare l’evento. Dopo tutto, se c’è uno che dello spirito del primo maggio può allegramente sbattersene le palle, quello è proprio Rose. Primo, perché ha trent’anni, un look tardoadolescenziale ed è una star della Silicon Valley. Secondo, perché, da un certo punto di vista, l’azienda da lui fondata si basa su principi opposti a quelli promossi dalla ricorrenza.
«Oggi ho bruciato sette dischi!» - Non sono le parole un teppista, o un maniaco ossessivo, perché in inglese il verbo “to burn”, bruciare, sta ad indicare anche l’azione di masterizzare i dischi ottici, tipo CD e DVD, i quali possono essere scritti solo una volta, e quindi l’incisione li “brucia” per sempre. La masterizzazione è uno degli sport preferiti dei teenager, e al tempo stesso l’incubo dei produttori di contenuti, che in ogni disco copiato vedono una perdita secca del corrispettivo incassato in negozio.
Il filosofo marxista Walter Benjamin teorizzava, in un fortunato saggio del 1936, che la possibilità di riprodurre in molte copie le opere d’arte, consegnandole alle masse, avrebbe fatto loro perdere quella “aura” di sacralità che da sempre ne caratterizzava la fruizione. Contemporaneamente, però, nasceva l’industria dell’intrattenimento, che sulla produzione di massa delle opere creative fondava la sua immensa capacità di generare ricchezza. Continua… »
«Sono fermamente convinto che Gesù non sia mai esistito» - ha scritto l’utente Lornova - «ma questo non vuol dire che vado a imbrattare l’articolo su di lui, pretendendo che due miliardi di fedeli siano dei perfetti cretini. La verità non c’è l’ha in tasca nessuno: questa è la prima regola del Punto Di Vista Neutrale». Benvenuti nella libera repubblica di Wikipedia, la patria mondiale della tolleranza, dove tutte le opinioni sono ammesse, purché alla fine prevalga sempre il compromesso che non scontenti nessuno. La più grande e folle enciclopedia mai concepita, dove chiunque può creare e modificare qualsiasi voce, come e quando vuole, deve probabilmente il suo successo travolgente - 75 mila redattori attivi che lavorano a cinque milioni di articoli in più di cento lingue - forse proprio al fatto di aver sciolto qualsiasi freno inibitorio ancora esistente, in tema di accesso al sapere. Una sorta di “tana libera tutti”, che consente a chiunque di non sentirsi mai abbastanza sfigato, intellettualmente, perché ci sarà sempre una voce dell’enciclopedia alla quale può contribuire. Fosse pure “Timmy Turner”, un personaggio del cartone “Due Fantagenitori”.
Lui le ha dato la vita. Lei gli ha restituito celebrità. Lui l’ha donata al mondo. Lei gli ha regalato l’accesso ai quartieri alti. Lui è Jimmy “Jimbo” Wales, ex esperto di finanza di Huntsville, Alabama. Lei è Wikipedia, l’enciclopedia più conosciuta della rete. Sono una coppia. Di successo. La signora, grazie al contributo di centinaia di migliaia di utenti, è diventata il sesto sito più visitato della terra, 40 volte più grande dell’Enciclopedia Britannica. Il suo cavaliere, invece, si scambia messaggi e-mail con Peter Gabriel e Bono, mentre Richard Branson, il magnate della Virgin, lo invita alle feste sulla sua isola privata insieme a Larry Page, fondatore di Google, e a Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti.
Niente male per uno che nel 2000, dopo avere fatto un po’ di soldi in borsa, decise di prendersi qualche anno di pausa per esplorare opportunità imprenditoriali sul Web. Niente male, ma non abbastanza. Perché c’è una differenza tra Jimbo e i personaggi che ormai si è abituato a frequentare: loro sono miliardari, lui noContinua… »
Molti se la risero, di fronte al primo video di Antonio Di Pietro su You Tube. Era il dicembre scorso, e l’ex Pm di Mani pulite si esibì nei suoi consueti strafalcioni lessicali, raccontando direttamente ai cittadini la sua autorevole opinione sulla vicenda Autostrade-Abertis. L’approccio era sempre lo stesso: aria da populismo contadino, rasatura imperfetta, gesticolare ampio, pause lunghe e pronuncia avvinghiata: “tutto quello che i cittadini pagano è bene che serva al paese innanzitutto. Questo è l’impegno, la tutela del consumatore, dell’utente, la tutela del cittadino che tutte le mattine o mangia quella minestra o salta quella minestra, non va a lavorare se non paga il pedaggio”. Continua… »