Provaci ancora, Jimbo


Lui le ha dato la vita. Lei gli ha restituito celebrità. Lui l’ha donata al mondo. Lei gli ha regalato l’accesso ai quartieri alti. Lui è Jimmy “Jimbo” Wales, ex esperto di finanza di Huntsville, Alabama. Lei è Wikipedia, l’enciclopedia più conosciuta della rete. Sono una coppia. Di successo. La signora, grazie al contributo di centinaia di migliaia di utenti, è diventata il sesto sito più visitato della terra, 40 volte più grande dell’Enciclopedia Britannica. Il suo cavaliere, invece, si scambia messaggi e-mail con Peter Gabriel e Bono, mentre Richard Branson, il magnate della Virgin, lo invita alle feste sulla sua isola privata insieme a Larry Page, fondatore di Google, e a Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti.

Niente male per uno che nel 2000, dopo avere fatto un po’ di soldi in borsa, decise di prendersi qualche anno di pausa per esplorare opportunità imprenditoriali sul Web. Niente male, ma non abbastanza. Perché c’è una differenza tra Jimbo e i personaggi che ormai si è abituato a frequentare: loro sono miliardari, lui no. Anche questa è la Rete, dopo tutto. Uno mette in piedi l’esperimento più rivoluzionario della recente storia dell’Internet e non ci guadagna nemmeno una lira. 160 milioni di persone al mese leggono Wikipedia ma questa sopravvive grazie a contributi volontari e donazioni sotto la gestione di un’organizzazione no-profit. “Due anni dopo averla fondata l’ho ceduta alla fondazione Wikimedia”, ha detto recentemente Wales al periodico New Scientist. “E’ la cosa più stupida e più intelligente che abbia mai fatto. Stupida perché credo che valga circa 3 miliardi di dollari, e io tutti quei soldi non ce li ho. Intelligente perché non avrebbe riscosso lo stesso successo se non fosse stata costruita in questo modo”.

Il paradosso illustrato da Jimbo riguarda tutto il mondo dei cosiddetti contenuti generati dagli utenti. Migliaia di persone che regalano tempo e passione spinte da motivazioni non economiche e creano, senza volerlo, servizi potenzialmente appetibili dal punto di vista commerciale. Peccato che non ci sia garanzia che l’alchimia resista quando entrino in ballo discorsi pecuniari. Jimmy lo sa meglio di tutti ma non si rassegna. Fervente seguace di Ayn Rand, la romanziera-filosofa che celebra l’individualismo capitalistico e libertario, di passare alla storia come un “collettivista”, per di più nemmeno troppo ricco, non ci pensa proprio. Avrà pure impresso il marchio “senza scopo di lucro” alla sua creatura, ma non ha ancora rinunciato all’idea di fare business con la stessa intuizione.

E così, dopo avere progressivamente delegato responsabilità all’interno di Wikipedia (“sono come i monarchi inglesi – scherza – con il passare del tempo ho sempre meno potere”), eccolo concentrato su un nuova fiamma virtuale: Wikia. Missione: offrire a chiunque lo desideri la possibilità di mettere in piedi una comunità in stile wiki, aperta a tutti ovviamente, e dedicata alle passioni più varie, dal Muppet Show a Star Trek. Con un particolare: a differenza di quanto avviene nel caso dell’enciclopedia, il tutto sarà condito dalla pubblicità e, si spera, da proventi che finiranno nelle tasche di Jimbo e dei suoi partner. Fondata nell’ottobre 2004, in poco più di due anni di vita Wikia, per la verità, non ha dato finora molte notizie di sé. Da parte sua, Wales giura che è più grande di quanto non fosse la sorella maggiore alla sua età e cerca di convincere il mondo che avrà lo stesso successo, con l’aggiunta di tanti bei biglietti verdi. E per dimostrare che fa sul serio si è recentemente imbarcato in un tour mediatico in grande stile. Non c’è rivista specializzata, in Rete e non, che negli ultimi mesi non abbia dedicato un servizio a lui e alla sua impresa. E pazienza se, alla fine, in quegli articoli si parlava di più del suo vecchio amore che del nuovo flirt.

L’obiettivo, d’altronde, è proprio questo: trasportare l’alone carismatico acquisito con l’enciclopedia sul suo corrispondente commerciale. Anche se non c’è un preciso modello di business. Anche se la precedente avventura for profit di Wales - un motore di ricerca porno soft chiamato Bomis - non resterà certo negli annali dell’imprenditoria Web. Anche se, mette le mani avanti il protagonista, ci vorrà un po’ di pazienza per vedere risultati. L’impresa è tosta e pena di dubbi, insomma. Meno male che l’aura che circonda Wales è in grado di suscitare straordinari entusiasmi collettivi. Per esempio, basta che in un’intervista il nostro dica di voler lavorare al progetto di un motore di ricerca collaborativo, che il giorno dopo sono in tanti nel mondo della Rete a gridare, speranzosi, al futuro avvento dell’anti-Google: trasparente nei suoi meccanismi quanto l’originale è segreto, aperto al contributo di tutti quanto l’altro è impenetrabile. Serve a poco che l’interessato getti acqua sul fuoco e confessi di non sapere ancora bene come funzionerà la cosa. Questi sono dettagli che agli idealisti di Internet (e ai giornalisti) poco interessano.

Da Jimbo, ormai, ci si aspetta tutto, persino l’impossibile. Anche se lui, in fondo in fondo, il miracolo pensa di averlo già realizzato una volta e tanto gli basta. Ora vorrebbe solo che gli lasciassero fare qualcosa di molto più terra terra: i soldi.

Raffaele Mastrolonardo 

Illustrazione di Marco Marella

Pubblicato su Linus di maggio 2007. © Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A.

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One Response to “Provaci ancora, Jimbo”

  1. Provaci ancora, Jimbo | Tecnologia Says:

    […] La signora, grazie al contributo di centinaia di migliaia di utenti, è diventata il sesto sito più visitato della terra, 40 volte più grande dell’Enciclopedia Britannica. Il suo cavaliere, invece, si scambia messaggi e-mail con Peter Gabriel e Bono, mentre Richard Branson, il magnate della Virgin, lo invita alle feste sulla sua isola privata insieme a Larry Page, fondatore di Google, e a Jimmy Carter, ex presidente degli Stati Uniti. Niente male per uno che nel 2000, dopo avere fatto un po’ di soldi in borsa, decise di prendersi qualche anno di pausa per esplorare opportunità imprenditoriali sul Web. Niente male, ma non abbastanza. Perché c’è una differenza tra Jimbo e i personaggi che ormai si è abituato a frequentare: loro sono miliardari, lui no… continua […]

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