Archive for November, 2007

Se mi ospiti cambieremo il mondo

Friday, November 30th, 2007
Illustrazione di Marco Marella - Pubblicato su Linus di novembre 2007

 

Il personaggio più influente di tutta la storia della nostra civiltà è nato in una misera mangiatoia di Betlemme, in Palestina, perché la sua famiglia non era riuscita a trovare una forma migliore di accoglienza. Il problema principale, forse, non era tanto che, a quel tempo, nessuno partoriva in ospedale, quanto che ancora non esisteva un servizio come Hospitality Club - la rete per il libero scambio di ospitalità più ampia del mondo - i cui 330 mila membri (compresi 2 mila in Israele e 12 mila in Italia) si aiutano vicendevolmente durante i loro viaggi, offrendo un tetto per la notte o una visita della città. (more…)

L’Italia del web che resiste/2

Monday, November 5th, 2007

La seconda puntata del nostro viaggio nell’Italia che resiste sul web racconta di cittadini consapevoli e sostanzialmente stufi di concedere deleghe in bianco, alla politica e ai suoi rappresentanti in carne ossa. E’ la società civile in salsa digitale, che oltre a usare la rete come mezzo di comunicazione orizzontale, sperimenta nuove forme di partecipazione e strumenti di controllo della vita pubblica. Se è a Beppe Grillo che state pensando, siete fuori strada.

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YouTube/8 - Gmail mondiale

Sunday, November 4th, 2007


Cosa c’è “dietro le quinte” della consegna di un messaggio Gmail, il servizio di posta elettronica di Google? L’azienda di Mountain View ha chiesto ai suoi fan di girare un pezzetto di sequenza, nel quale il messaggio (una grande busta col logo Gmail si muovesse da sinistra verso destra. Il risultato è un montaggio mozzafiato di scene selezionate dalle 1.100 clib giunte da più di 65 Paesi.

Il gran rifiuto di Mark Zuckerberg

Thursday, November 1st, 2007

Tenetevi il miliardo”. Il primo a dirlo fu Cristiano Luccarelli, attaccante del Livorno: rifiutò il trasferimento al Torino, rimase nell’amata Livorno e ci scrisse sopra un libro. Difficile che Mark Zuckerberg, ventitreenne di Dobbs Ferry, non lontano da New York, si cimenti in un’impresa letteraria. E non perché il suo “rifiuto” sia meno eclatante, anzi: nel suo caso non si tratta di lire ma di dollari. Il punto è che il tempo per scrivere ora proprio non ce l’ha: è troppo impegnato a dimostrare di avere fatto la scelta giusta.

Lo scorso anno Zuckerberg ha infatti rispedito al mittente un’offerta di Yahoo!, non un’azienda qualsiasi dunque ma un colosso del web, disposta a sborsare mille milioni di biglietti verdi per Facebook, il sito che il giovanotto si inventò quando frequentava i corsi della prestigiosa Harvard University. Zuckerberg, che già da adolescente si divertiva a programmare (gli amici ricordano una versione digitale di Risiko) e oggi indossa solo jeans e sandali Adidas, non ha avuto dubbi. Niente da fare, soldi rispediti al mittente e Terry Semel, boss di Yahoo!, che se ne va con il cerino in mano, come l’allora presidente del Torino Francesco Cimminelli.

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