Il partito di Beppe Grillo
C’era una volta, nei favolosi anni della new economy, una specie di guru de noantri, detto Diaco il bieco, che vagheggiava la nascita del “partito di internèt”, capace di sovvertire le tradizionali dinamiche di produzione del consenso e consegnare ai ggiovani il bastone del comando della politica. Quel concime prematuro, depositato a futura memoria nella collezione patinata di GQ, finì dimenticato tra un nudo di velina e i dieci modi per farla impazzire con un petalo cremisi sotto l’alluce. Poi, arrivarono la bolla speculativa e la fuga dei capitali, e l’internet sembrava destinata a rimanere una riserva per un’elite di nerds tecnologici, condannati a una sopravvivenza virtuale. In rete però, l’esercizio della memoria riesce meglio: di partito della rete non si parla più, ma intanto la politica sul web si fa eccome. E a farla come si deve, col linguaggio e con gli stilemi più appropriati, non sono i politici di professione (eccezioni a parte) ma quella che si usa chiamare società civile.
Un partito “dalla” rete? Lui continua a dire di no, ma i segnali sono molti, e frequenti gli inviti alla “discesa in campo”. Intanto, in attesa di misurare la forza organizzativa delle centinaia di “Meetup” sparsi in tutta Italia, in occasione del “Vaffanculo Day” dell’otto settembre prossimo, qualcuno lo tira per la giacchetta, e qualcun altro (a libro paga del solito noto) comincia a pestargli i calli con campagne mediatiche contro la pancetta, la barca, la pubblicità dello yogurt e il costo dei biglietti dei suoi spettacoli. Insomma, se ‘sto partito di Beppe Grillo si farà non si è ancora capito, di sicuro c’è l’adesione del comico-agit prop genovese alla Lista civica per la Repubblica dei cittadini, fondata tra gli altri da Elio Veltri, Marco Travaglio, Dario Fo, Franca Rame, Gianni Barbacetto, Antonio Tabucchi, Lidia Ravera, Oliviero Beha, Pancho Pardi e dal coordinatore Roberto Alagna. Un gruppo che ha mosso i primi passi, in ordine sparso, con le elezioni amministrative del maggio 2006 e che adesso punta a darsi un respiro e un’organizzazione nazionale a partire dal web.
La rete dei cittadini. I gazebo, ovviamente, sono distribuiti in rete: si va dal sito www.listacivicanazionale.it al blog di Oliviero Beha, da www.repubblicadeicittadini.com al comitato contro i costi della politica, e ancora la rivista on line diretta da Elio Veltri e la rete di girotondi e movimenti di Libera cittadinanza. I fondatori della Lista civica nazionale hanno pubblicato in rete il loro manifesto, in cui spiegano di voler “restituire dignità alla politica, intesa come servizio al Paese” rilanciando la democrazia, la partecipazione dei cittadini e il controllo sul potere politico. Attenzione a considerarli (solo) di sinistra: nel mirino c’è tutta la “casta”, l’oligarchia del personale politico con pochissime distinzioni tra gli schieramenti. Anzi, Pancho Pardi e soci pensano che “il partito democratico si annuncia come la somma di due nomenclature politiche in sella da oltre 20 anni”. Il 6 ottobre prossimo a piazza Farnese, appuntamento per contarsi e presentare il progetto politico.
Niente di straordinariamente nuovo, s’intende, se non fosse che il movimento trae linfa, adesioni e consensi soprattutto sul web, grazie al progressivo consolidarsi di un network di intellettuali, artisti, professionisti, e semplici cittadini. La testa d’ariete rimane, ovviamente, il sito di Beppe Grillo e le sue iniziative sul territorio. Da anni ormai, si costituiscono i Meetup degli amici di Grillo in moltissime città italiane, e ce n’è uno perfino su Second Life. Gli iscritti ai 213 Meetup sono poco meno di 37 mila, distribuiti in 165 città, con un ritmo di crescita arrivato a 2 mila membri al mese. Una curiosità: i DS di iscritti ne hanno 650 mila, ma se telefonate in un pomeriggio di luglio al Botteghino per chiedere questo dato la risposta è: “spiacente, il responsabile è in ferie”. Per conoscere in tempo reale gli iscritti ai Meetup, invece, basta andare qui.
C’è da chiedersi se questo articolato ed eterogeneo movimento - frettolosamente ribattezzato dell’antipolitica - può realisticamente dar vita a una nuova forma-partito e di organizzazione del consenso, o se invece la straordinaria destrutturazione della rete non sia al tempo stesso il suo più grosso limite. Intanto, alle tradizionali mobilitazioni on line (petizioni, mail bombing etc) Grillo unisce sempre più frequenti apparizioni pubbliche: dall’incontro con Prodi in campagna elettorale all’intervento all’assemblea degli azionisti Telecom, dall’audizione all’europarlamento alla presentazione in Cassazione, poche settimane fa, di una richiesta di legge popolare in tre punti: impedire a chiunque di candidarsi se condannato in giudizio; limite massimo di due legislature per parlamentare; candidature con preferenza espressa dai cittadini. Per arrivare in Parlamento la proposta deve essere sottoscritta da 50 mila cittadini. Chi è disposto ad accettare scommesse?
Walter Molino
di agosto 2007. © Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A.
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September 19th, 2007 at 12:16 am
I politici terrorizzati da Beppe Grillo. Che spettacolo!
http://www.riberaonline.blogspot.com
January 29th, 2008 at 12:34 pm
Caro Beppe,
Non sò se leggerai questo messaggio, ma fai il tuo partito e tu vincerai, senza unirti a questi lavativi, tu vincerai avrai un partito di maggioranza, che farà tremare tutta l’italia. E’ ora che vanno a casa tutti non bisogna mandarli a quel paese, bisogna che questa cosa accada sul serio.
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