I serial killer dell’era digitale

Prima vittima: l’industria discografica. Seconda vittima: i colossi delle telecomunicazioni. Un serial killer che vanti simili successi nel curriculum fa paura. E infatti le grandi reti televisive e gli studios di Hollywood appena hanno sentito che Joost, l’ultima trovata dello svedese Niklas Zennstrom e del danese Janus Friis, riguardava proprio loro hanno cominciato a sudare freddo. In un piccolo software che si scarica sul Pc e consente di guardare film e programmi televisivi con buona qualità di immagine hanno infatti visto la loro fine. E sono corsi dai due giovanotti venuti dal nord per stringere accordi. Ma perché i signori dell’intrattenimento mostrano una simile reverenza per un ingegnere quarantenne alto un metro e 93 con l’aria da topo di laboratorio (Zennstrom) e il suo sodale, un trentenne programmatore che non ha nemmeno finito la scuola superiore (Friis)? La risposta è semplice: i due hanno ampiamente dimostrato di essere degli specialisti del delitto perfetto, soprattutto quando l’obiettivo è illustre.

Il loro primo misfatto risale al 2000. E’ in quell’anno che la coppia realizza Kazaa, un sistema peer-to-peer (da pari a pari) di condivisone di file che in poco tempo diventa popolarissimo tra gli adolescenti di tutto il mondo che desiderano scambiarsi i brani musicali dei loro gruppi preferiti. I giganti del disco mettono in campo fior di avvocati e promuovono terrorizzanti campagne di sensibilizzazione anti-pirateria ma, a distanza di sette anni, il problema del download digitale è ancora lì a farli disperare e a travolgere il loro business. I turbamenti delle major non toccano più di tanto i nostri che, come tutti i killer che si rispettino, non lasciano spazio a rimorsi e anzi inclinano alla recidività: “Da quell’esperienza abbiamo imparato che ogni contenuto digitale dovrebbe essere distribuito via Internet perché questo è un sistema più efficiente”. E infatti, tre anni dopo la prima impresa (e con 500 mila dollari in tasca derivanti dalla cessione del software Kazaa a un’azienda australiana), Zennstrom e Friis sono di nuovo al lavoro.

E’ il 2003 e stavolta nel mirino non ci sono più i signori dei cd, ma i colossi della telefonia, pezzi altrettanto grossi. “Eravamo seduti in un parco in un bel giorno d’estate”, ricorda oggi Zennstrom con quella nostalgia per la proprie intuizioni geniali che meglio di ogni altra cosa rivela la personalità amorale dell’assassino seriale. “Siamo stati lì 4 ore e alla fine ci siamo detti: facciamo quella cosa sulle comunicazioni!”. Quella “cosa” era Skype. Un software (anche questo peer-to-peer, ovviamente) che oggi alberga in più di 170 milioni di personal computer del globo e consente agli utenti di parlarsi gratis anche se sono alle parti opposte della terra. Il tutto in barba alle esose tariffe internazionali delle Telecom Italia di tutto il mondo, le cui geremiadi vengono accolte dal duo scandinavo con una punta di gelido disprezzo: “Perché si lamentano? Mettendogli un po’ di pressione addosso li aiutiamo a servire meglio i loro clienti”. E intanto, pensano già alla prossima vittima: “Ci sono tante industrie inefficienti là fuori che andrebbero un po’ scosse…” affermano mentre cedono Skype alla casa d’aste online eBay per 2,6 miliardi di dollari e diventano ricchi.

Un’occhiata al curriculum basta dunque a capire perché i colossi dell’intrattenimento via video sono subito corsi al capezzale di Friis e Zennstrom. Semplicemente, non vogliono fare la fine dei loro cugini della musica e della telefonia. E così, solo grazie alla fama di ammazza-business dei suoi creatori, Joost ha già raccolto 45 milioni di dollari di finanziamento dalle stesse potenziali vittime, gruppi mediatici del calibro di CBS e Viacom. Mentre Sony, Time Warner e National Geographics si sono affrettati a stringere accordi per offrire i propri contenuti al nuovo canale televisivo via Internet. Dopo tutto, devono avere ragionato, con un serial killer è meglio andarci a cena e guardarlo in faccia che incontrarlo di notte all’improvviso in un vicolo buio.

Nel frattempo, gli assassini venuti del freddo non sembrano affatto placati. Anzi, in un processo di progressiva esaltazione, sbandierano con disarmante candore le loro ossessioni. “Sono incredibilmente attratto dalle tecnologie dirompenti, dove l’innovazione che c’è dietro distrugge le gerarchie sociali o i monopoli”, ha detto recentemente Zennstrom alla Bbc facendo correre brividi ghiacciati lungo la schiena di orde di manager.

Non bisogna scavare molto per scoprire dietro a una simile compulsione al delitto traumi infantili. Come crescere nella Svezia degli anni ‘70 e ‘80, ovvero in un’economia socialdemocratica che inclina al socialismo, ricorda sempre Zennstrom, “piena di aziende che non forniscono buoni servizi, si fanno pagare troppo e ti fanno arrabbiare”. Basta questo, a volte, per scatenare la coazione a scompigliare modelli di business consolidati. Ma per farlo con successo ci vuole del genio. E siccome avere un’idea buona nella vita è raro, averne due miracoloso, ma quando sono tre qualcosa di diabolico aleggia nell’aria, c’è chi inizia a sospettare che i due nordici non agiscano da soli. Qualcuno li aiuta a cogliere sempre il momento giusto, recita una voce sempre più diffusa nei settori industriali sconvolti da Zennstrom e Friis. Qualcuno, raccontano nervosi amministratori delegati, li spinge a non accontentarsi di un solo successo, a non accettare il mondo come è, a cercare sempre nuove vittime e a non provare rimorsi. Qualcuno, sussurrano guardandosi intorno sospettosi, che odora tanto di zolfo.

Se questa teoria fosse vera, i giganti di Hollywood avrebbero forse salvato la pelle. Ma potrebbero presto scoprire di avere stretto un patto più grande di loro.

Raffaele Mastrolonardo

Pubblicato su Linus di luglio 2007. © Baldini Castoldi Dalai editore S.p.A.
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4 Responses to “I serial killer dell’era digitale”

  1. I serial killer dell’era digitale « mastroblog Says:

    […] Ma perché i signori dell’intrattenimento mostrano una simile reverenza per un ingegnere quarantenne alto un metro e 93 con l’aria da topo di laboratorio (Zennstrom) e il suo sodale, un trentenne programmatore che non ha nemmeno finito la scuola superiore (Friis)? La risposta è semplice: i due hanno ampiamente dimostrato di essere degli specialisti del delitto perfetto, soprattutto quando l’obiettivo è illustre…. continua […]

  2. LivePaola Says:

    Interessante. Anche l’Italia degli anni ‘70 e ‘80 era “piena di aziende che non forniscono buoni servizi, si fanno pagare troppo e ti fanno arrabbiare” (anche quella degli anni ‘90 e ‘00, a dir la verità). Ma né Janus né Niklas sono nati da noi. Peccato!

  3. IMuse Says:

    Bello il nuovo numero di Linus.

    http://imuse.splinder.com

  4. Alb3rt1 Says:

    Bellissimo questo articolo! Complimenti!!!

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