La coda lunga dei puttanieri
Cosa c’entra Chris Anderson, direttore di Wired, la rivista tecnologica americana più famosa del mondo, con un’accolita di puttanieri genovesi? Cominciamo col dire che ad Anderson si deve una di quelle definizioni di successo divenute rapidamente il Verbo di blogger, giornalisti e smanettoni. La “coda lunga” di internet (long tail, in originale) però, non è solo l’idea ganza del momento, ma una delle chiavi più originali per interpretare l’evoluzione della società e del mercato nell’era delle nuove tecnologie di rete.
Anderson ha preso spunto dall’editoria on line, ragionando sul fatto che se nel mercato tradizionale i cento libri più venduti producono l’80% del fatturato, in rete arrivano appena al 40%. Il motivo è semplice: su internet non contano (o contano di meno) gli spazi e il posizionamento sugli scaffali (come in libreria) o gli investimenti promozionali degli editori. In rete c’è più spazio per le nicchie: si abbassa il numero di copie vendute di un libro e aumenta il numero dei libri venduti. La “coda lunga” è esattamente questo fenomeno, l’apertura di grandi spazi per le molteplici nicchie di mercato, in cui a orientare gli acquisti sono i consigli e le recensioni degli stessi utenti. Del resto, il passaparola sui consumi personali è una consuetudine vecchia come il mondo: applicata in rete dagli utenti del XXI secolo, così come al mercato rionale dalle massaie del ‘900.
Detto di Anderson e della ‘coda lunga’ di internet, per unire i puntini con i puttanieri genovesi, diamo loro
Ma è nei forum che scorre la vita vera, basta leggere Manettibros: “nei vicoli di Genova qualcosa si ramazza sempre, l’ultima era una cubana niente male, 1.70, asciutta e tonica, una quarta. Un po’ logorroica, ma nel complesso, a parte il solito problema del profilattico stretto (che cazzo li comprano dai cinesi?). Il vicolo, non so bene il nome, ma era il parallelo dei “Tre merli”, in fondo alla discesa, sulla sinistra”.
Tarello ci introduce a un gergo per palati esperti: “oggi, bello barzotto, mi sono recato a Sanremo. Preso dalla foia, ho contattato Gisella. Location: una viuzza di fronte al mercato del pesce di Piazza Eroi Sanremesi. Rate: 100. Bel faccino, di primo acchito mi sembrava dell’est, carnagione chiara, capelli rossi, tinti. Ma poi mi ha detto di essere del Brasile del sud, e che lì non è raro che ci siano ragazze bianche. La freddezza, però, mi è parsa proprio dell’est. Niente bj cabrio iniziale, solo un paio di leccate, giusto perchè ho un po’ insistito. Minimo sindacale di bj e di smorza, poi l’ho girata normale, minimo sindacale di finta partecipazione da parte sua e via alla conclusione. Corpicino tonico (a parte un minimo di pancetta, che non ci stava nemmeno male) e le tettine una seconda abbondante, hanno contribuito a mantenermi barzotto. Il rapporto prezzo/prestazioni mi porta a decidere che non farò mai una seconda visita. Ignoro se ci sia ricezione di Rai2, in quanto non mi interessa”.
Non sempre tutto fila liscio, come nel caso di Mastro L. “Si chiama Natasha e vuole 60 euro a casa… La seguo allo scopatoio, mi dice le solite cazzate (sei un maiale, facciamo una bella porcata, minchiate per coglioni come me). Appena siamo in camera mi chiede quanto le regalo, e io ovviamente le dico che ho solo i 60. Qui inizia la scenetta di rito, prende i soldi e urla che sono il solito riminese che la vuole prendere per il culo, che mi aveva detto 160 e che se non vado al bancomat, fa un casino, chiama
La “coda lunga” della rete amplia la scelta, ma c’è anche chi, come Flyer69, rimpiange i vecchi tempi: “la tecnologia fornisce un grande contributo al puttaniere del terzo millennio. Basta aprire internet e sfogliare il catalogo, poi scelta la escort una telefonata col cellulare per concordare l’appuntamento, infine, caricato l’indirizzo nel navigatore si parte per l’avventura. In prossimità della location, un colpo di telefono per avvisare dell’arrivo o di eventuali contrattempi o ritardi. Ma negli anni 80 i poveri puttanieri avevano anche molti altri problemi oltre a quello di reperire le risorse finanziarie! Non é che adesso si perda un po’ di spirito d’avventura con tutta questa tecnologia?”
Illustrazione di Marco Marella
pubblicato su Linus di aprile 2007
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