Crowdsourcing, il valore dell’intelligenza delle masse
Thursday, March 15th, 2007
Alla fine del 1999 Rob McEwen era depresso. Il mercato dell’oro volgeva al ribasso e i giacimenti di Goldcorp, l’azienda mineraria canadese di cui era amministratore delegato, sfornavano metallo giallo a singhiozzo. Come se non bastasse, la sua squadra di geologi faticava a produrre stime attendibili sulle riserve ancora presenti nel sottosuolo delle aree di proprietà dell’impresa. Le prospettive erano grigie, insomma, e Rob si trovava in uno di quei momenti in cui, spinti dalla disperazione, si può anche osare l’inosabile e magari decidere di andare contro tutte le abitudini consolidate del settore. Tanto, ormai, c’è poco da perdere. Fu proprio questo che McEwen fece quando decise di rivelare al mondo ciò che di più prezioso e segreto un’impresa mineraria possiede. Ormai persuaso che le migliori menti geologiche non sedessero negli uffici della società ma da qualche parte là fuori, il manager scelse di rendere pubblici sul sito Internet (more…)
C’era una volta Woodstock, che nel corso dei suoi «tre giorni di pace, amore e musica» affermò in via definitiva l’idea dell’ascolto musicale come azione collettiva, come atto di ribellione ed affermazione di un ordine alternativo. Pochi giorni dopo la fine del festival, nell’agosto 1969, Janis Joplin, che ne espresse con convinzione l’anima più blues, disse: «Quattrocentomila persone insieme e nessun capo. Noi non abbiamo bisogno di leader, noi ci teniamo l’un l’altro». Quasi quarant’anni dopo, quella visione,